
RIPARBELLA
Riparbella è un comune italiano di 1 710 abitanti[2] della provincia di Pisa in Toscana. Riparbella si trova nella Val di Cecina, nell'Alta Maremma o Maremma Settentrionale, storicamente conosciuta come Maremma Pisana. «Castello degli Arcivescovi di Pisa, poi dei Pisani, ai quali lo tolsero a forza i Fiorentini nel 1447. Siede in un poggio ricoperto di ricche ulivete, e soprastante alla destra riva della Cecina. Salendovi per la parte di levante s'incontrano prima due Oratorii, uno dedicato alla Vergine, l'altro a San Celestino. Biforcasi poi la via principale, e sulla sinistra vedesi un arco o porticciola. Nel centro del castello è una piazza con pubblica cisterna; in un lato vedesi apposto ad una casa privata il pubblico orologio. Poco al disotto è la Chiesa parrocchiale.» Il toponimo è attestato per la prima volta nel 1034 come Riparbella, in una bolla di Guido vescovo di Volterra,[6]. Secondo etimologie popolari deriverebbe dal latino Ripa Albella, cioè "riva bianca", dal biancore delle terre tufacee e sabbiose che costituiscono la cima della collina; nella zona è tuttavia attestata la necropoli etrusca di Belora, indagata dagli archeologi. Riparbella, situata in bella posizione sulle pendici meridionali del Poggio di Nocola, a differenza degli altri paesi della zona non ha forma tondeggiante ma si è sviluppata lungo la strada sul crinale di un dorso collinare. Il centro storico sorto intorno al castello è di origine medioevale, e risale circa all'anno 1000, per opera dei conti Della Gherardesca. Nel 1157, in seguito a lasciti testamentari, entrò nel patrimonio dell'arcivescovato di Pisa.[7] Nel 1406, durante l'assedio di Pisa da parte della repubblica fiorentina, Riparbella entrò nei domini di Firenze.[7] Tra il 1494 ed il 1508, in occasione della guerra d'Italia del 1494-1498, si rese indipendente dal dominio fiorentino.[7] Il granduca Ferdinando II la elesse a marchesato nel 1635 e la concesse ad Andrea Carlotti, nobile veronese, i cui successori, nel 1737, la passarono a Carlo Ginori che la tenne fino alle riforme leopoldine della fine del XVIII secolo.[7] In seguito alle riforme, Riparbella divenne una comunità autonoma.[7] Nel 1882 i territori di Collemezzano e La Cinquantina furono scorporati dal comune di Riparbella ed annessi a quello confinante di Cecina.
